Il GGG: che fine fanno i sogni?

locandina del film
Londra, una giovane
orfanella con il brutto vizio di stare alzata dopo che sono state spente le
luci, vede dalla finestra una minacciosa ed enorme figura incappucciata camminare
per le strade, chi è questo gigante? Perché nessuno l’ha mai visto? Dove vive? Cosa
mangia? E cosa va cercando per le vie della città?
Ave atque vale!
Se anche voi, come me, siete stati degli appassionati
lettori di Roald Dahl durante la vostra
infanzia (e non necessariamente solo durante l’infanzia), vi sarà quasi
sicuramente capitato di avere tra le mani questa poetica e sognante storia d’amicizia.
Il film si mantiene (per quanto riesca a ricordare) fedele
alla trama del libro, la pellicola rimane quindi avvincente e delicata;
nella versione originale i dialoghi sono spesso brillanti e l’accento british della
piccola Sophie in rapporto con la parlata marcatamente rozza del gigante crea
un fil rouge di gag linguistiche per l’intera
durata della storia.
Gli effetti speciali decisamente ben curati, pur senza
particolari picchi di eccellenza, si combinano armoniosamente con una colonna
sonora molto azzeccata (riuscendo ad accompagnare efficientemente sia i momenti
più drammatici sia quelli più delicati, nonostante, a mio avviso, qualche eccesso di “epicità”
nelle scelte degli autori), oltre alla trama solida, i maggiori punti di forza
di questa pellicola rimangono indubbiamente le ambientazioni e la fotografia
che convergono in un’atmosfera sognante dai forti contrasti e dai colori
sfavillanti riportando lo spettatore a quel modo di vedere il mondo proprio
dell’infanzia.
Da annotare l’eccellente interpretazione di Mark Rylance (che traspare pur al di
sotto della CGI) e la giovanissima Ruby
Barnhill
; un film di pregiata fattura adatto sia a grandi che a piccini
firmato da un instancabile Steven
Spielberg
.
Per la serie: a
chi non piace tornar bambino per un paio d’ore?

Voto: 7,5
Martino

Martino

Classe 1990. Attualmente attore, speaker, light designer e tecnico teatrale. Appassionato dal cinema fin dall'infanzia, la maggior parte dei film li ha visti in VHS, guai a dirgli che la qualità in DVD è migliore..